Il SIGNORE ti benedica e ti protegga!
Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!
Il SIGNORE rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace! (Numeri 6:24-26)

Chiesa Evangelica Valdese

UNIONE DELLE CHIESE METODISTE E VALDESI

Rimini e diaspora Romagna

Giovanni 8: 31-41 in occasione della Giornata contro l'omofobia - past. Giuseppina Bagnato

Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

Essi gli risposero: «Noi siamo del seme d'Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: "Voi diverrete liberi"?» Gesù rispose loro: «In verità, in verità ( = Ἀμὴν ἀμὴν) vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi. So che siete seme d'Abraamo; ma cercate di uccidermi, perché la mia parola non penetra in voi. Io dico quel che ho visto presso il Padre mio; e voi pure fate le cose che avete udite dal padre vostro».  Essi gli risposero: «Nostro padre è Abraamo». Gesù disse loro: «Se foste figli di Abraamo, fareste le opere di Abraamo; ma ora cercate di uccidermi, perché vi ho detto la verità che ho udita da Dio; Abraamo non fece così.Voi fate le opere del padre vostro».

Essi gli dissero: «Noi non siamo nati da fornicazione; abbiamo un solo Padre: Dio».

 

Care Sorelle e cari fratelli,

le parole di Gesù di oggi ci collocano all'interno di una lunga discussione pubblica tenuta da Gesù al mattino presto nel tempio. E' l'alba e, idealmente, è l'alba di una nuova comunità che si incontra e si confronta sulla sua risposta al discepolato. Concretamente è una comunità (quella di Giovanni) che dall'interno si interroga sulla diversità di opinioni in relazione all’accoglienza di questa Parola in cui risiede la nostra libertà.

Per noi ancora oggi, la questione rimane attuale e non conclusa.

 

La verità è il Dio che crea e ci rinnova, che pone ogni generazione di fronte alla questione dei diritti e della giustizia come qualcosa di cui nessuno può essere privato.

Iddio si rivela a noi sempre: quando il lamento o il grido di rabbia degli esclusi e degli oppressi diventa insostenibile.

Iddio si rivela e voca: voca il singolo e chiama il popolo a riflessione.

La forza della figura del Cristo è quella di raccogliere su di sé questa dinamica per riconoscerci nel suo percorso.

Un gesto silenzioso a volte urla più di una folla.

Pochi versi prima Gesù ha guardato verso una donna ora sola con lui nel tempio. Con il dito nella polvere aveva udito le grida di chi voleva lapidarla.

La peccatrice e il Figlio di Dio e lì, fra di loro, il giudizio umano spietato che si eleva per mezzo di una condotta sessuale che non impedisce a Dio di dimostrare il suo amore.

Un Dio che prova costantemente a educare il popolo nella direzione di una legge che inviti alla crescita, al cambiare, specchio di un amore per tutti e ad esso funzionale.

Perché una legge deve essere cambiata se si rivela ormai ingiusta.

A questo punto giungono le parole di Gesù.

 

Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

 

Gesù si colloca dentro un popolo che crede, in una comunità in cui la Legge è un dono antico di Giustizia ma che è mutata il più delle volte, a favore di pochi.

Gesù non rinnega la storia del rapporto di suo Padre con Israele; cita Mosè nei versi precedenti e la forza di quella scelta di stipulazione di un diritto per l’oppresso. Sì, una Legge che doveva indicare la via della libertà.

Ma ogni comunità ripercorre lo stesso errore: dimentica il percorso di liberazione attraverso cui i padri (Abraamo) maturarono un nuovo status di eletti per amore e divennero parte di un popolo, di una moltitudine grazie all’incontro con l’Altro e l’altra.

Che fine ha fatto questo percorso di maturità?

Gesù vive, noi viviamo, in comunità in cui si definisce un potere selettivo, che crea privilegi per alcuni ed esclusione e persecuzione per altri.

Gesù è completamente immerso in questa polemica e predica attraverso gesti di liberazione concreta.

Ha dato pane a chi aveva fame e poi ha parlato di sé come Pane di Vita.

Ha guarito di sabato e poi ha parlato dell’importanza del sabato.

Dio risponde prima ai nostri bisogni veri e poi, quando giustizia è fatta, discute con noi a partire dal segno.

 

Perché non si può non cercare nella concretezza della propria esistenza una risposta.

 

Nel veder passare davanti ai propri occhi i fotogrammi della propria vita, nella discriminazione, nella persecuzione, la domanda che brucia è: dov’era Dio nei momenti di dubbio?

Dov’era Dio quando gli altri ci definivano esclusi, figli della fornicazione e si presentavano a noi come seme di Abraamo?

Dio è presente nelle gioie e nei dolori, solo che a volte ciò che ci accade attorno fa troppo rumore e non riusciamo a scorgere il canto di benedizione che altri elevano di fianco a noi. Non siamo soli e sentirci parte di una comunità è tutto ciò che chiediamo. Essere popolo con gli stessi diritti stabiliti da Dio. Dobbiamo marciare come popolo verso la libertà.

 

Dio non ci chiede mai di vivere in solitudine la nostra fede. Dio ci vuole parte di una comunità perché è solo vivendo con gli altri che sperimentiamo la vita.

Bisogna capire se la verità ci fa liberi.

Può l’amore liberarci dalle catene dell’odio e del giudizio?

Può questa risposta attiva essere più destabilizzante della violenza?

Può: perché per arrivare ad una marcia guidata dalla fede e dall’amore, c’è bisogno di una costante disciplina, di grande capacità di confronto e di una fede che dialoga costantemente su tutto con Dio e nel suo progetto crede.

La Verità è nella parola, nello Spirito che guida tutti e tutte noi in questa marcia.

 

Quest’anno ricorre il 50 simo aniversario dell’omicidio di Martin Luther King Jr. ma che ne è della testimonianza di James Baldwin (scrittore, attivista afroamericano gay) e Coretta Scott (attivista, promotrice della non violenza e sostenitrice dei diritti LGBT)?

 

Coretta Scott-King tenne un discorso alla Palmer House Hilton di Chicago, chiedendo alla comunità dei diritti civili di unirsi alla lotta contro l'omofobia e il pregiudizio anti-gay.

"L'omofobia è alla stregua del razzismo e dell'antisemitismo e di altre forme di bigottismo in quanto cerca di disumanizzare un ampio gruppo di persone, di negare la loro umanità, la loro dignità e personalità" affermò. "Questo prepara il terreno per ulteriori repressioni e violenze che si diffondono troppo facilmente per colpire il prossimo gruppo di minoranza".

Il sostegno di Coretta Scott-King ai diritti LGBT è stato criticato da alcuni pastori afroamericani. Ella chiamò i suoi critici "disinformati" e disse che il messaggio di Martin Luther King al mondo era di uguaglianza e inclusione. Nel 2003, hanno invitato la task force nazionale gay e lesbiche a prendere parte alle celebrazioni del 40 ° anniversario della Marcia di Washington e al discorso I Have a Dream di Martin Luther. Era la prima volta che il gruppo per i diritti LGBT era stato invitato a un grande evento della comunità afro-americana.
Il 23 marzo 2004, ha detto a un pubblico al Richard Stockton College di Pomona, nel New Jersey, che il matrimonio omosessuale è un problema di diritti civili. Ha denunciato un emendamento proposto da George W. Bush alla Costituzione degli Stati Uniti. Nel suo discorso ha anche criticato un gruppo di pastori neri nel suo stato di origine della Georgia, per aver sostenuto una modifica alla costituzione per impedire alle coppie gay e lesbiche di sposarsi.

Scott-King ha dichiarato che "le persone gay e lesbiche hanno famiglie e le loro famiglie dovrebbero avere protezione legale, sia per matrimonio che per unione civile. Un emendamento costituzionale che vieta i matrimoni omosessuali è una forma di violenza contro gay e non servirebbe a nulla per proteggere il matrimonio tradizionale".

Coretta ha ricordato le parole di suo marito Martin Luther King:

“Un'ingiustizia ovunque è una minaccia  per la giustizia ovunque”

Ha aggiunto: “... Faccio appello a tutti coloro che credono nel sogno di Martin Luther King, Jr. affinchè si faccia spazio al tavolo della fratellanza e della sorellanza per le persone lesbiche e gay "

 

Dobbiamo far spazio nella mensa del Signore perché siamo figli e figlie dello stesso seme.

 

 Infatti, dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia.

Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo. (Giovanni 1:16-17)

 

Gesù si introduce di diritto nella discendenza, nel seme di Abraamo e parla con autorità di grazia e accoglienza. Essa è testimonianza di maturità di fede.

Vi chiedo come noi abbiamo reso testimonianza e che tipo di martiri hanno scritto la storia della giustizia. Quale verità liberatoria stiamo annunciando?

Amen Amen, è una formulazione liturgica che ne sottolinea l’attualità di questo dibattito nella chiesa: l’accoglienza e il riconoscimento di chi era da sempre parte di un progetto di Dio che noi abbiamo reso selettivo.

Ma la verità risiede ancora oggi nel 2018 nella novità di questa parola.

 A chi dice: Noi siamo discendenti d'Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno

 

La storia sembra ricordare che sebbene non siano fornicatori e non si siano prostituiti con altri dei, Abraamo, il padre di cui sono fieri, era uno straniero e fece prostituire sua moglie (tra l'altro sua sorella) presso il faraone per la propria libertà, ma fu Dio a guidarlo nel suo cammino verso una libertà autentica.

Dio si assunse l’impegno di guidarlo nella costruzione di legami familiari, di famiglie allargate e complesse. Mogli e figli, alcuni schiavi altri nati da mogli, ma sempre figli.

Il seme non è legato alle istituzioni umane: il valore dei figli è stabilito dall’amore che li accompagna e li sostiene nel divenire uomini e donne.

Questo ci insegna la Bibbia: l'amore deve rimanere con i figlie figlie nel loro errare alla ricerca di un’identità.

Gesù ci inviata a rimanere nella parola di Dio, quella che genera.

Rimanere, contiene sempre una negazione: non ritirarsi, non cedere, per usare le parole di Giovanni, non essere schiavi del peccato.

Peccato è tutto ciò che ci allontana dalla casa, dalla famiglia allargata di Dio.

 

Dio non ha alcun interesse a separare: prova sempre a convertire.

Così parla a giudei che si sentono migliori di altri usando le loro categorie mentali.

Come Ismaele, nato dalla schiava Agar non dimorò nella casa di Abraamo, ma il figlio nato dalla promessa e dal patto, Isacco, vi dimorò, così ora, se davvero si sentono i figli legittimi di Dio, dovrebbero agire come il Padre, che amò di un amore indiscriminato e salvò tanto Ismaele quanto Isacco, aggiungendo grazia su grazia e testando l'amore del loro padre Abraamo.


Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. (Giovanni 8:59)

 

Rimane per noi un testamento spirituale consegnato a tutti e tutte noi in Cristo:

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  13 Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.  14 Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  15 Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio. 16 Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.

 

È grazie a Cristo che noi siamo innalzati al rango di discepoli ed amici perchè “Dio abita dove lo si lascia entrare.”

Questa è la verità a cui Cristo ci ha introdotti e che si spalanca di fronte a noi: la Giustizia che elargisce nelle relazioni, l'amore come bussola del nostro agire, il senso altissimo di quel veramente liberi

....perchè la Verità ci farà liberi!

        Amen

 


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