Il SIGNORE ti benedica e ti protegga!
Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!
Il SIGNORE rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace! (Numeri 6:24-26)

Chiesa Evangelica Valdese

UNIONE DELLE CHIESE METODISTE E VALDESI

Rimini e diaspora Romagna

Isaia 35 - in occasione del Natale - past. Giuseppina Bagnato

Isaia 35

1 Esultino la steppa e la terra arida, il deserto gioirà e fiorirà come l’asfodelo.

2 Fiorirà abbondantemente e gioirà con grida d'allegrezza le verrà data la gloria del libano e lo splendore del Carmel e di Sharon Essi vedranno la gloria del SIGNORE, la magnificenza del nostro Dio.

3 Fortificate le mani infiacchite, rafforzate le ginocchia vacillanti!

4 Dite a quelli che hanno il cuore in ansia: "Siate forti, non temete!". Ecco il vostro DIO verrà con la vendetta e la retribuzione di DIO; verrà egli stesso a salvarvi.

5 Allora si schiuderanno gli occhi dei ciechi e le orecchie dei sordi si apriranno

6 allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia, perché sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella steppa.

7 l luogo arido diventerà uno stagno e la terra assetata sorgenti d'acqua, nei luoghi dove riposavano gli sciacalli ci sarà erba con canne e giunchi.

8 Là sarà una strada maestra, una via che sarà chiamata la Via Santa; (nessun impuro vi passerà) essa sarà per quelli soltanto; quelli che la seguiranno, anche gli insensati, non potranno smarrirvisi.

9 Non vi sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà, ma vi cammineranno i redenti.

10 Vi ritorneranno i riscattati dal Signore ed entreranno in Sion con grida di gioia; eterna allegrezza sarà sul loro capo, letizia ed allegrezza li raggiungeranno, mentre fuggiranno afflizione e gemito.


I capitoli 34 -35 di Isaia sono la narrazione di una sconfitta e della ricostruzione dopo la più grande e crudele delle bugie: la guerra.

Iddio ci insegna che aldilà di tutte le nostre demagogia, le nostre favole sulla forza e l’identità delle nazioni forti, questa storia Egli non ha più voglia di vederla, viverla.

Così dice l'Eterno, il tuo Redentore, colui che ti ha formato fin dal seno materno: "Io sono l'Eterno che ho fatto tutte le cose, che da solo ho spiegato i cieli e ho distesa la terra; chi era con me? (Isa 44:24 LND)

Isaia ci interroga: C’eri tu prima di divenire attore del tuo presente? Che ne hai fatto degli errori e delle conquiste di chi ti ha preceduto? Te ne sei nutrito? Le ha trasmesse?

Dio c’era e ha visto tutto ed ha visto il bene e il male susseguirsi fra il cielo e la terra che ha disteso.

Perché un Dio di vita e bellezza, di bontà e giustizia dovrebbe sostenere la narrazione falsa del dolore e della morte? Ecco il nodo di Isaia.

L’Eterno è il tuo Redentore e vuole riscattarti: ristabilire il diritto e la giustizia.

Si perché questo messaggio di Isaia in questo giorno di Natale è il messaggio di tregua di Dio.

Dio si contorce dentro la sua creazione ma per amore di essa non si volta dall’altra parte. Anche se il dolore ti può fare impazzire.

Iddio non ha paura della sofferenza, annaspa nelle trincee rese scivolose dal sangue e dalla pioggia, si divincola al passaggio dei ratti che saettano lungo la terra di nessuno e guarda con sgomento a quella cerniera deserta e devastata che unisce macchinalmente compagni di fronti diversi.

Isaia urla:

Isaiah 34:1 Accostatevi, popoli, per ascoltare! Voi, popoli, state attenti! Ascolti la terra con ciò che la riempie, il mondo con tutto ciò che produce!

 2 Poiché il SIGNORE è indignato contro tutte le nazioni, è adirato contro tutti i loro eserciti; egli le vota allo sterminio, le dà in balia alla strage.

 3 I loro uccisi sono gettati via, i loro cadaveri esalano fetore e i monti si sciolgono nel loro sangue.

 4 Tutto l'esercito del cielo si dissolve; i cieli sono arrotolati come un libro e tutto il loro esercito cade, come cade la foglia della vite, come cade il fogliame morto dal fico. (Isa 34:1-4 NRV)

 

Iddio si ritira. Si rifiuta di stare al fianco di chi usa il suo nome per la morte e ci lascia in balia della nostra legge.

È la legge di Dio che si scontra con quella degli uomini. È la legge della Misericordia viscerale che fa i conti con la legge dell’onore e del sacrificio.

Il testo di Isaia 35 inizia dopo che il fumo degli incendi ha smesso di levarsi, quando il tanfo dei cadaveri e la mutilazione della natura aggrediscono i nostri occhi. Non era questo ciò che Iddio ci aveva consegnato, non era questo il modo in cui ci aveva chiesto di regnare.

Serve ancora un messaggero? Il Cristo con il suo sacrificio non ci è bastato?

Non riesco a spiegare la guerra a mio figlio. Credo di non avere le competenze per farlo. Credo che solo chi l’ha vissuta e guardata in faccia possa parlare con cognizione. Nel 1929 il tedesco Erich Paul Remark, noto con lo pseudonimo di Erich Maria Remarque, scriveva Niente di nuovo sul fronte occidentale, un romanzo nato a partire dalla sua esperienza di trincea nella guerra del 1914-1918

 

Questo libro non vuol essere
né un atto d'accusa né una confessione.
Esso non è che il tentativo di raccontare di
una generazione la quale – anche se sfuggì alle granate –
venne distrutta dalla guerra.


Un’opera che fu bruciata nel corso del Terzo Reich perché metteva in discussione la forza della nazione e il valore del sacrificio per la patria.  Scriveva Remarque:

A noi fu data così la più raffinata educazione di caserma, e spesso abbiamo pianto per la rabbia. [...] Divenimmo duri, diffidenti, spietati, vendicativi, rozzi; e fu un bene: erano proprio quelle le qualità che ci mancavano. Se ci avessero spedito in trincea senza quella preparazione, i più sarebbero impazziti. Così invece eravamo preparati a ciò che ci attendeva. Anziché spezzarci ci adattammo, aiutati in questo dai nostri vent'anni, che pure ci rendevano tanto duri altri sacrifici. Ma la cosa più importante fu che fra noi venne in tal modo sviluppandosi un forte sentimento di solidarietà, il quale poi al fronte si innalzò a ciò che di più bello abbia prodotto la guerra: il cameratismo.


Abbiamo perduto ogni traccia di sentimento l'un per l'altro, non ci riconosciamo quasi più quando l'immagine dell'altro va a incidersi nel nostro sguardo di braccati. Siamo dei morti spietati che per una sorta di trucco, di pericoloso sortilegio sono ancora in grado di muoversi e uccidere.


Finché siamo in guerra, le giornate del fronte, a mano a mano che passano, precipitano, a una a una come pietre, nel fondo della nostra coscienza, troppo grevi perché per il momento ci si possa riflettere sopra. Se lo facessimo, esse ci ucciderebbero; infatti ho sempre osservato che l'orrore si può sopportare finché si cerca semplicemente di scansarlo: ma esso uccide, quando ci si ripensa.


L’orrore a cui guarda il nostro testo di Isaia 35 è quello che si presenta con i fumi che si innalzano dopo il massacro in Edom. L'Eterno ha inviato inutilmente messaggeri, profeti di pace. Le Sue parole offerte per la riconciliazione - a partire dalla sua esperienza di genitore - vengono  taciute, omesse, bruciate.

Poco prima del Natale del 1914 a Manchester un gruppo di suffragette inglesi pubblicava una lettera nella stampa locale rivolta alle sorelle del fronte opposto: alla Germania e all’Austria

Ne The Open Christmas Letter firmata da 101 donne si legge:


Sisters,

Alcune di noi desiderano inviarvi una parola in questo triste Natale, anche se possiamo solo parlare attraverso la stampa. Il messaggio di Natale sembra una beffa per un mondo in guerra, ma per quelli di noi che desideravano e desiderano ancora la pace può sicuramente rappresentare un augurio solenne per quanti e quante si sentono come noi. Non dimentichiamoci che la nostra stessa angoscia ci unisce, che stiamo passando insieme attraverso la medesima esperienza di sofferenza e dolore.

Prigioniere di questa terribile circostanza, cosa possiamo fare? Sballottate su questo mare turbolento di conflitto umano, non possiamo che ormeggiare verso quelle calme coste dove risiedono, come le rocce, le verità eterne: amore, pace, fratellanza.

Vi preghiamo di credere che sta giungendo ciò che fonda la nostra fede: la Pace e la buona volontà fra i popoli…in ostilità all’obbedienza verso i nostri governanti, dobbiamo fedeltà a quella legge superioreche ci invita a vivere in pace con tutti gli uomini.

Anche se i nostri figli sono inviati a uccidersi a vicenda e il nostro cuore è lacerato dalla crudeltà di questo destino, ancora attraverso questo dolore supremo saremo fedeli alla nostra comune femminilità. Non lasceremo che l’amarezza si insinui in questa tragedia resa sacra dal sacrificio dei nostri cari, né tantomeno che l’odio si innesti in nome dell’eroismo di questo sacrificio …Vogliamo rifiutarci costantemente di dare credito a quei falsi racconti così liberamente narrati riguardo gli uni gli altri? Ci affidiamo alla vostra bontà di cuore nella speranza che sia fatto lo stesso percorso in Germania e in Austria.

Sentite come questo vasto massacro dei nostri eserciti è una macchia sulla civiltà e sul cristianesimo, e ancor più profondo è l’orrore che suscita il pensiero di quelle vittime innocenti, innumerevoli donne, bambini, ragazze, vecchi e malati, inseguiti da carestie, malattie e morte nelle aree devastate, sia est che ovest?

Non è la nostra missione preservare la vita? L'umanità e il senso comune non ci spingono a unire le mani fra noi donne e chiedere ai nostri governanti di smettere di spargere sangue?

Possa il Natale affrettare quel giorno. La pace sulla Terra è passata, ma rinnovando la nostra fede che ancora regna nel cuore delle cose, il Natale dovrebbe rafforzare sia in voi che noi che in tutte le donne,
la lotta per il suo ritorno.
Vostre in questa sorellanza di dolore

 

Scrive Isaia:

Fortificate le mani infiacchite, rafforzate le ginocchia vacillanti! Dite a quelli che hanno il cuore in ansia: "Siate forti, non temete!". Ecco il vostro DIO verrà con la vendetta e la retribuzione di DIO; verrà egli stesso a salvarvi.

La vendetta di Dio è sul peccato e non sul peccatore, questo ce l’ha ricordato Cristo con il suo sacrificio.

Iddio si sacrifica per noi ed è con noi se solo volessimo guardare alla sua giustizia. Qual è questa retribuzione che Isaia annuncia? È il ristabilimento della sua Giustizia – Shalom – e della creazione così come era stata disegnata: animali e piante, corsi d’acqua e varietà di vita.

 

Cercate nel libro dell'Eterno e leggete: nessuno di essi mancherà, nessuno sarà privo del suo compagno, perché la sua bocca l'ha comandato e il suo Spirito li ha radunati. Egli stesso ha gettato la sorte per essi, e la sua mano lo ha diviso tra loro con la linea per misurare; lo possederanno per sempre, vi abiteranno di generazione in generazione. (Isa 34:16-17 LND)

Esultino la steppa e la terra arida, il deserto gioirà e fiorirà come l’asfodelo. Fiorirà abbondantemente e gioirà con grida d'allegrezza le verrà data la gloria del libano e lo splendore del Carmel e di Sharon…Allora si schiuderanno gli occhi dei ciechi e le orecchie dei sordi si apriranno allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia, perché sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella steppa.

 

Iddio ci chiede ancora oggi di accogliere il suo messaggio di salvezza, il messaggio del Cristo e di rinascere oggi come suoi messaggeri. Non importa quanto fatica ci costerà. Sarà benedetta perché avremo al fianco il nostro Dio, il Dio dei popoli e del creato e i frutti seminati saranno colti, nella terra di nessuno distrutta dalle armi fiorirà l’asfodelo.

I miracoli hanno bisogno di un contesto in cui rivelarsi e in questo noi possiamo essere messaggeri di Speranza. Accadde nelle trincee nei pressi di Ypres nel Natale del 1914. La tregua fra tedeschi e inglesi fu celata dalla stampa per lungo tempo.

 

In questi link un video in ricordo di questo pezzo di storia cancellato.

 

https://www.youtube.com/watch?v=6KHoVBK2EVE

https://www.youtube.com/watch?v=2s1YvnfcFVs

 

8 Là sarà una strada maestra, una via che sarà chiamata la Via Santa; (nessun impuro vi passerà) essa sarà per quelli soltanto; quelli che la seguiranno, anche gli insensati, non potranno smarrirvisi.

9 Non vi sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà, ma vi cammineranno i redenti.

10 Vi ritorneranno i riscattati dal Signore ed entreranno in Sion con grida di gioia; eterna allegrezza sarà sul loro capo, letizia ed allegrezza li raggiungeranno, mentre fuggiranno afflizione e gemito.


amen

(per la liturgia nella confessione di peccato si veda l'articolo di Marta D'Auria su Riforma del 21.12.2018 pag 6: "Sono uomini come noi")


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