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chiesa evangelica valdese
UNIONE DELLE CHIESE METODISTE E VALDESI
Last update 30-06-2008

Viale Trento 61
47900 Rimini (RN), Italia

telefono: (+39) 0541-51055

e-mail: Chiesa Valdese Rimini

COSA CREDIAMO

Non crediamo di possedere la verità. Crediamo che il Signore ci chiama a servire la verità. La verità non è dentro di noi, non è dentro la chiesa intesa come istituzione. La chiesa può soltanto rendere testimonianza alla verità.. Non è un possesso, non può essere dominata e asservita. La verità può essere cercata. Essa non è un pensiero, un’idea, ma una persona: Gesù proclama se stesso come “via, verità e vita”. Essa è dunque fuori di noi, altro rispetto a noi. La verità è Dio e appartiene a Dio e a noi, nella nostra fragilità e fallibilità umana, è dato solamente di cercarla e di servirla.

Crediamo perciò, in positivo, alle promesse di Dio. Alle Sue parole di vita e di speranza, di pace e di giustizia, di amore e di perdono. Crediamo che queste Sue parole siano vere, autentiche tanto da indurre a vivere il presente come un luogo di possibile realizzazione. Crediamo che queste Sue parole vogliano fare di noi gli strumenti che Dio intende usare per attuare, qui ed ora, queste sue promesse.

Dalla Riforma Protestante abbiamo ereditato alcune parole che si offrono come chiavi di lettura, per cercare e comprendere la verità di Dio.

La prima di queste parole è “Gesù Cristo”. E’ alla luce della sua persona, delle sue parole, delle sue opere, della sua morte e della sua resurrezione che, a noi cristiani, è dato di conoscere  l’amore di Dio. In modi diversi, lo stesso Dio, aveva  anticamente fatto conoscere il suo amore per l’umanità eleggendo il popolo di Israele come suo popolo particolare per essere “luce alle nazioni”.

La seconda parola è “Grazia”. Si tratta della gratuità assoluta dell’azione di Dio. Per amore e solo per amore nei nostri confronti possiamo entrare in relazione con Lui, senza paura, senza “l’obbligo del fare per meritare”.

La terza è parola “Fede”. Come ai progenitori dell’umanità così anche a noi viene richiesto unicamente e semplicemente di fidarci di Dio. E’ soltanto attraverso la fiducia nella sua parola e nella sua azione che noi possiamo conoscere la sua bontà e la sua volontà di salvezza in questo e per questo tempo.

La quarta è “Scrittura”. Dio ha scelto di comunicare con l’uomo attraverso la parola. Quello che ci è dato di sapere e di conoscere di Dio è stato rivelato da Dio stesso –servendosi della precarietà della parola umana- prima nelle scritture ebraiche e poi in quelle cristiane.

Queste quattro parole sono tutte precedute dall’avverbio “solo/sola”. Hanno cioè la pretesa dell’unicità. Escludono che ci possa essere un “et-et”, cioè una somma di possibilità, ma solo Cristo, sola grazia, sola fede, sola Scrittura.

 

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