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chiesa evangelica valdese
UNIONE DELLE CHIESE METODISTE E VALDESI
Last update 30-06-2008

Viale Trento 61
47900 Rimini (RN), Italia

telefono: (+39) 0541-51055

e-mail: Chiesa Valdese Rimini

 

DOCUMENTI 

Sinodo 2007 - Chiesa e Società
Sinodo 2007 Testamento Biologico
Sinodo 2007 Credito Scolastico
Sinodo 2007 Contro la Pena di Morte
Sinodo 2007 Omofobia

CHIESA E SOCIETA’

Il Sinodo, a conclusione del dibattito sul rapporto tra chiese e società, ritiene di dover riaffermare che:

• la politica non ha la funzione di realizzare il vero, ma di cercare soluzioni il più possibile eque;

• la misura dell'equità sta nella capacità delle soluzioni adottate di garantire diritti e libertà e aiutare a compiere scelte responsabili nei confronti di problemi complessi, che nessuna ideologia può semplificare;

• in Italia e nel mondo globale “cercare il bene della città (Geremia 29:7)” implica la difesa della laicità e della democrazia;

• sapida e non insipida (Matteo 5:13) non è la chiesa che rivolge appelli moralistici, ma quella che sa annunciare la grazia: sarà la dimensione della grazia ricevuta dalla fede che indicherà anche il comandamento, la pretesa di Dio sulla nostra vita che porterà l'obbedienza come dimensione della fede: “solo chi crede obbedisce, solo chi obbedisce crede (Dietrich Bonhoeffer)”; l'obbedienza a Dio nasce dalla fede e non è, dunque, una legge.

 

TESTAMENTO BIOLOGICO

Il Sinodo ritiene che debba essere mantenuta alta e costante l’attenzione sulle conseguenze etiche poste dagli incessanti sviluppi delle scienze e delle tecniche nonché delle loro applicazioni.

In particolare ritiene che vi sia ormai una priorità nell’approvazione di una legge sulle direttive anticipate di fine vita, anche conosciute come “testamento biologico”.

La sempre maggiore efficacia della medicina unitamente a molteplici altri fattori permette infatti di prolungare sensibilmente il corso dell’esistenza umana senza però garantire, al tempo stesso, la piena conservazione delle capacità di intendere e di volere della persona.

Poiché la cura del malato, in ogni suo aspetto, deve sempre presupporre il suo consenso fatta eccezione per le situazioni di necessità e di urgenza nessuno, neppure i parenti, è abilitato a esprimere la volontà del paziente in vece sua.

E’ principio di civiltà dare voce, attraverso una legge, alle scelte della persona compiute con coscienza e volontà e in previsione di una futura incapacità nell’esprimere validamente il suo pensiero.

L’approvazione di una legge sulle direttive anticipate costituirebbe, tra l’altro, semplice adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, già ratificata dallo Stato italiano, e in particolare dell’art. 9 laddove si afferma che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte del paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione”.

 

CREDITO SCOLASTICO

  Il Sinodo denuncia la discriminazione di cui sono oggetto gli studenti delle scuole superiori che non si avvalgono dell'IRC, a seguito dell'ordinanza (15.03.07) del Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni.

Per effetto di tale provvedimento, in sede di scrutini finali nella scuola media superiore, è stata introdotta la valutazione dell'insegnamento confessionale, con l'attribuzione di un credito scolastico rifluente sul voto di diploma. Si tratta di un sistema premiale volto a fronteggiare il drastico calo (circa il 40%) registrato in particolare nel centronord, nella scelta di avvalersi dell'IRC. Con altrettanta evidenza si tratta però anche di una misura discriminatoria nei confronti degli studenti che scelgono di non avvalersi dell'IRC, che è materia facoltativa, e che si ritroveranno un voto di diploma inferiore, pur a parità di rendimento scolastico.

CONTRO LA PENA DI MORTE

 Il Sinodo, considerato

- che numerosi Stati continuano a comminare la pena capitale per i reati ritenuti più gravi per le rispettive culture,

- che è in atto a livello degli organismi politici internazionali un'iniziativa italiana volta a ottenere una moratoria mondiale della pena di morte,

- che la nostra fede evangelica ci impone di non rimanere indifferenti rispetto a un processo politico carico di contenuti e implicanze etiche e spirituali,

adotta la seguente dichiarazione:

«Non uccidere» è l’antichissimo comandamento di Dio che risuona sin dai giorni di Caino e, attraversando secoli e millenni, riecheggia nel nostro tempo più attuale che mai, perché l'essere umano – come singolo, come società, come Stato – non ha ancora imparato a non uccidere.

«Non uccidere» Abele, l’innocente, che è tuo fratello anche quando ti sembra o tu lo giudichi nemico – della legge, della società, dell’umanità. Ogni omicidio è un fratricidio.

«Non uccidere» neppure Caino, il colpevole, l’assassino, sul quale Dio, dopo il delitto, «mise un segno, affinché nessuno, trovandolo, lo uccidesse» (Genesi 4,15).

Nessuna autorità è più grande di quella di Dio, che non vuole la morte di Caino. Perciò nessuna autorità ha il diritto di condannarlo a morte.

Condannare a morte è un gesto che non lascia spazio al perdono sia perché la vittima, che potrebbe perdonare, non lo può più fare sia perché al colpevole, se viene ucciso, si toglie ogni possibilità di pentimento e di ravvedimento, cioè si esclude ogni possibile riconciliazione.

Condannare a morte è un gesto irreparabile, perché chi lo compie, chiunque esso sia – singolo, società, Stato – non lo può in nessun modo revocare.

La pena, anche per i reati più gravi, compresi i crimini contro l'umanità, non deve impedire:

• la possibilità di chiedere perdono da parte del colpevole,

• il diritto delle vittime alla verità e alla riparazione,

• la possibilità di reintegrazione nella società.

Il Sinodo invita perciò le chiese e i credenti a impegnarsi a favore di ogni iniziativa che vada nella direzione di una moratoria o abolizione internazionale della pena di morte.

 

OMOFOBIA

Il Sinodo, CONSIDERATA

• la condizione di discriminazione sociale e legislativa in cui versano molte persone omosessuali nel nostro paese che, limitando oggettivamente il loro diritto ad avere una affettività serena e responsabile, le rende oggetto di violenza fisica e psicologica;

• la situazione, lesiva per i fondamentali diritti umani, a cui sono sottoposti milioni di omosessuali nel resto del mondo là dove le persone omosessuali sono esposte a persecuzioni nell’indifferenza quasi assoluta dei governi occidentali, disinteressati anche alla problematica della concessione del diritto d’asilo a coloro che sono soggetti, nel proprio paese d’origine, a minacce, pene corporali e sovente anche a pena capitale per il loro diverso orientamento affettivo;

ESPRIME

• la propria solidarietà alle persone omosessuali oggetto di discriminazioni e persecuzioni;

• la propria preoccupazione per il repentino aumento degli episodi di omofobia sociale e fisica in Italia;

• la propria condanna ferma ed assoluta verso le persecuzioni e le condanne capitali emesse in molti paesi nei confronti di persone omosessuali;

INVITA

• in vista dell’AssembleaSinodo BMV di novembre 2007, le chiese ad appoggiare organizzazioni, gruppi e iniziative tese a sensibilizzare l’opinione contro il pericolo strisciante dell’omofobia e coloro che si impegnano per salvare dal boia migliaia di persone condannate ingiustamente a causa del loro diverso orientamento affettivo;

• le chiese a sostenere le veglie ecumeniche di preghiera contro l’omofobia che, nell’ultimo anno, si sono susseguite in varie città d’Italia, specialmente il 28 giugno (giornata internazionale

di festa del movimento di liberazione omosessuale) con l’appoggio trainante di alcune nostre comunità locali.

 

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