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chiesa evangelica valdese
UNIONE DELLE CHIESE METODISTE E VALDESI
Last update 05-09-2009

Viale Trento 61
47900 Rimini (RN), Italia

telefono: (+39) 0541-51055

e-mail: Chiesa Valdese Rimini

 

DOCUMENTI 

Sinodo 2009 Rapporti con lo Stato e la Società Italiana
Sinodo 2009 SU PACE & SALVAGUARDIA DEL CREATO
Sinodo 2009 Odg SINODO sulla CULTURA
Sinodo 2009 ECUMENISMO
Sinodo 2007 Chiesa e Società
Sinodo 2007 Testamento Biologico
Sinodo 2007 Credito Scolastico
Sinodo 2007 Contro la Pena di Morte
Sinodo 2007 Omofobia

SINODO 2009 - Rapporti con lo Stato e la Società Italiana

DIGIUNO DI PROTESTA

- Il Sinodo delibera di riunirsi il 27 agosto alle ore 12,30 per partecipare ad un digiuno come forma di protesta nei confronti delle norme che ritiene inaccettabili della legge 15/7/2009, n. 94, nota al pubblico come “pacchetto sicurezza”.

 

ODG sul “Pacchetto di Sicurezza”

Ordine del giorno del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi 2009

con riferimento critico alla legge 94/2009 sulla sicurezza e di solidarietà con gli immigrati

 

Il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste

• guidato dalla Parola di Dio “Cercate il bene della città …” (Ger 29,7);

• richiamandosi ai principi che sono alla base della nostra Repubblica e della nostra convivenza

democratica, secondo i quali si devono rimuovere tutti gli ostacoli che discriminano le persone a causa  “della loro razza, della loro fede e della loro condizione personale”;

memore delle esperienze di emigrazione, anche clandestina, di cui sono stati protagonisti in passato tanti italiani, tra cui molti membri delle nostre chiese, poi divenuti cittadini a pieno titolo delle nazioni in cui si erano recati;

convinto che la promozione della piena integrazione e dell’ottenimento della cittadinanza da parte degli immigrati che contribuiscono al bene dell’Italia siano interessi della Repubblica e non una minaccia da ostacolare;

esprime la sua indignazione

per le conseguenze che la legge 15 luglio 2009, n. 94 ha non soltanto sugli immigrati, ma anche sui cittadini italiani, sulla qualità della nostra democrazia e sul grado di legittimità del nostro ordinamento;

• per i sentimenti di diffidenza che tale legge alimenta:

nei cittadini stranieri, posti in una situazione di sudditanza psicologica indipendentemente

dalla regolarità o meno della loro situazione;

nei cittadini italiani, irresponsabilmente spinti a credere, da un lato, che l’immigrazione clandestina

sia la principale causa di insicurezza e, dall’altro, che questa legge renda più sicuro il nostro paese, mentre - in realtà – essa contribuisce ad aumentare i casi di clandestinità, favorendo lo sfruttamento degli stranieri e la loro caduta nella definitiva invisibilità, esponendoli maggiormente a divenire preda della criminalità organizzata.

In particolare, il Sinodo ritiene inaccettabile una normativa come quella della L. 94/2009 che si pone in aperto contrasto con i principi fondamentali del nostro stato di diritto, tra l’altro

• perseguendo come reato la condizione dello straniero irregolare, talora determinata dalle lentezze burocratiche, e non un comportamento lesivo di un bene giuridico effettivo e condiviso (in contrasto con il principio di “offensività” riconosciuto dalla Corte costituzionale);

• elevando iniqui ostacoli al ricongiungimento familiare e al matrimonio tra e con immigrati, laddove il nostro ordinamento riconosce particolare valore sia alla famiglia sia al matrimonio;

• limitando il diritto alle cure mediche, laddove il nostro ordinamento riconosce il diritto alla salute;

• limitando l'accesso all'istruzione dei bambini immigrati

Le chiese valdesi e metodiste si riconoscono direttamente toccate dalla L. 94/2009 sia in quanto organismi ecclesiastici, sia attraverso le proprie opere, i propri ministri di culto, i singoli credenti siano essi membri di chiesa con responsabilità istituzionali – costretti a scelte laceranti tra i propri obblighi di coscienza e di coerenza e il rispetto di questa legge e di molte sue disposizioni - o cittadini stranieri presenti sul territorio dello stato italiano senza essere in regola con il permesso di soggiorno.

Il Sinodo, anche preso atto delle preoccupate osservazioni espresse dal Presidente della Repubblica alla promulgazione della legge 94/2009 auspica - e invita le chiese a promuoverlo - un immediato impegno da parte dei cittadini per contrastare gli aspetti discriminatori della legge e per giungere a una revisione della normativa sull’immigrazione.

Impegna altresì le chiese a contrastare la cultura xenofoba con i valori della cittadinanza repubblicana, con la tutela dei diritti umani e con la testimonianza resa all’insegnamento biblico sull’accoglienzadello straniero e contro il trattamento iniquo dei più deboli.

Incoraggia il lavoro del Servizio Rifugiati e Migranti (SRM) della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FECI) e invita a valorizzare il contributo all’integrazione e al positivo incontro tra culture costituito dal progetto “Essere chiesa insieme”.

Invita la Tavola a protestare con le autorità per tutti i casi in cui le restrizioni sull’immigrazione limitano la libertà e l’autonomia della vita delle chiese.

 

LAICITA’ DELLA SCUOLA

Il Sinodo,

• richiamato l'art. 37/SI/2008, (qui di seguito riportato)

Il Sinodo,

richiamate le proprie precedenti prese di posizione sul tema dello studio del fatto religioso e delle sue implicazioni nella scuola pubblica italiana (in particolare quelle di cui all’atto 30/SI/2006),

denuncia ancora una volta come l’insegnamento confessionale della religione cattolica (IRC) nella scuola pubblica italiana non avvenga nel rispetto della libertà di coscienza e di religione, del principio di laicità e aconfessionalità dello Stato (riconosciuto dalla Corte Costituzionale come supremo principio costituzionale) e, in ordine alla scuola dell’infanzia e dell’obbligo, della responsabilità educativa dei genitori, come dimostrano, tra numerosi altri episodi e iniziative:

a) la reiterazione, con l’OM n. 30 del 10 marzo 2008 (art. 8, commi 13-14), della attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono dell’IRC, discriminatrice nei confronti di coloro che scelgono di non avvalersi di tale insegnamento, dal momento che corsi alternativi e programmi organici per lo studio individuale sono, nella prassi, quasi inesistenti, sicché un credito scolastico per tali attività, teoricamente possibile, non potrà, di fatto, essere riconosciuto a tale titolo;

b) l’emanazione da parte del Ministero della Pubblica Istruzione della circolare n. 45 del 22/04/2008 (“Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione relativamente all’insegnamento della religione cattolica), che in sostanza accoglie il documento, elaborato dalla CEI, contenente il progetto di revisione delle Indicazioni didattiche per l’IRC, «al fine di armonizzare la collocazione di questa disciplina nel nuovo impianto curricolare della scuola dell’infanzia e delle scuole del primo ciclo», e di «consentire anche all’IRC di inserirsi adeguatamente nei piani dell’offerta formativa che le scuole stanno attualmente redigendo per il prossimo anno scolastico», sicché non si è ormai molto lontani dallo spirito dell’art. 36 del Concordato del 1929 («l’Italia considera fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica l’insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica») e si è sempre più disarmonici rispetto all’ispirazione di fondo della Costituzione repubblicana;

approva l’operato della Tavola in questa materia e la invita a proseguire, insieme a tutte le nostre chiese locali, in una vigorosa azione di difesa della laicità della scuola pubblica italiana;

segnala l’iniziativa presa dalla nostra chiesa metodista di Savona, insieme ad altri enti ed associazioni, che ha promosso un’indagine qualitativa denominata “quale laicità nella scuola pubblica italiana” nelle province di Savona, Genova, Alessandria, Asti, Bari, Foggia, Taranto, Matera, sulla situazione della scelta, in aree non cattoliche, fra l’avvalersi e il non avvalersi dell’IRC nella scuola dell’infanzia e dell’obbligo, il cui “report” costituirà nel prossimo autunno una pubblicazione a stampa di cui si auspica la diffusione;

incoraggia l’Associazione 31 Ottobre per una scuola laica e pluralista a proseguire nella propria azione a difesa della laicità della scuola.

 

Art.38 - Il Sinodo

convinto della necessità di sostenere le chiese locali nello sforzo di informazione sui diritti di libertà religiosa nel nostro paese, con particolare riferimento all'IRC nelle scuole pubbliche,

chiede alla TV di predisporre uno strumento agile (volantino, opuscolo) in italiano e in inglese, che raggiunga gli studenti e le loro famiglie, avvalendosi anche del contributo dell'associazione "31 ottobre".

 

• constatando che il tema dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche italiane rimane fulcro di importanti dibattiti, accoglie con soddisfazione la sentenza 7076 in data 17 luglio 2009 del TAR Lazio, pur immediatamente appellata dal Ministro al Consiglio di Stato;

consapevole che quella per la laicità dello Stato è una battaglia di cui la laicità della scuola è un punto nevralgico ed è tutt’altro che conclusa,

• invita le chiese a mantenere alta l’attenzione sull’argomento, organizzando incontri sul tema nei contesti locali;

• segnala a questi fini lo strumento dei risultati dell’indagine fatta sul rapporto delle famiglie non cattoliche con l’IRC nel V Circuito delle nostre chiese ed in Puglia, pubblicati dalla Claudiana con il titolo: “Quale laicità nella scuola pubblica italiana?”, nonché le attività della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e dell'”Associazione 31 ottobre”.

 

SERVIZIO CIVILE

- Il Sinodo,

preso atto della crisi operativa determinata dai tagli operati dal Governo alle risorse economiche del Servizio Civile Nazionale nel prossimo triennio 2009 – 2011, si unisce alla campagna di mobilitazione per salvare il servizio civile nazionale, poiché ritiene che esso sia un patrimonio da promuovere e difendere

• perché la pace, assieme alla giustizia e all'integrità del creato, richiama alla vocazione principale dei singoli credenti e delle chiese cristiane;

• perché ha sempre riconosciuto il valore dell'obiezione di coscienza al

servizio militare e l'impegno degli obiettori di coscienza nella società

civile;

• perché la giustizia sociale si realizza attraverso la partecipazione responsabile dei singoli cittadini e il servizio civile è un'ottima occasione

per imparare a praticarla nella dimensione della cittadinanza attiva;

• perché la testimonianza delle chiese si realizza anche adoperandosi per la formazione delle nuove generazioni e il servizio civile rappresenta un ponte per molti giovani verso il mondo del lavoro, dell'impegno sociale e la presa in carico delle responsabilità;

• perché la democrazia si realizza concretamente solo quando le opportunità di formazione e crescita sono equamente distribuite e praticamente realizzate.

Per questo il Sinodo chiede alle chiese di sostenere la campagna per la difesa del servizio civile, promossa dalla Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile (CNESC) cui aderiscono, oltre alla CSD Diaconia valdese, Acli, Aism, Anpas, Arci Servizio Civile, Anspi, Avis Nazionale, Caritas Italiana, Cenasca-Cisal, Cesc, Cnca, Confederazione Nazionale Misericordie d'Italia, Cong. P.S.D.P. Ist. Don Calabria, Italia Nostra, Federsolidarietà/ CCI, Focsiv, Legacoop, Scs/Cnos, WWF, Associazione Papa Giovanni XXIII, UNPLI.

 

SITUAZIONE CARCERARIA

- Il Sinodo,

• preso atto della gravissima condizione di disagio in cui è costretta a vivere la popolazione carceraria in molti istituti penitenziari,

• rilevando che tale situazione di colpevole incuria ha portato ad un crescendo drammatico di episodi conflittuali, atti autolesionistici, suicidi,

• in considerazione delle osservazioni delle istituzioni europee al governo italiano per aver tenuto comportamenti lesivi della dignità delle persone in stato di detenzione,

• considerata la frequente carenza di sostegno sociale che impedisce a

molti detenuti di accedere ai benefici di legge e non consente un reinserimento nella società a fine pena,

Richiama le istituzioni competenti

• al rispetto del dettato costituzionale secondo cui la pena è finalizzata al reinserimento sociale,

• al riconoscimento e alla tutela della dignità e dei diritti individuali di

tutti gli esseri umani,

• ad una inversione di tendenza nella destinazione delle risorse finanziarie affinché vengano utilizzate per la prevenzione anziché la repressione,

• a rivedere le norme riguardanti l'ergastolo, incompatibili sia con lo spirito della Costituzione, sia con l'affermazione della dignità umana.

Invita le chiese a sostenere ed assistere le persone sottoposte a pene detentive con interventi concreti e vegliando affinché siano garantiti i loro diritti.

Inizio

SINODO 2009 - SU PACE & SALVAGUARDIA DEL CREATO

PACE & SALVAGUARDIA DEL CREATO

- Il Sinodo,

invita le chiese a lavorare sui temi della pace e della nonviolenza, a partire dal documento del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC): “Gloria a Dio e pace sulla terra”.

Negli anni che ci separano dall'assemblea mondiale di conclusione del “Decennio per superare la violenza” (1998-2011) le chiese sviluppino iniziative di guarigione e riconciliazione per la nostra società minacciata da strutture di inimicizia. Tali iniziative siano intraprese a livello locale e nazionale e possibilmente in modo ecumenico e coinvolgendo altre realtà della società civile.

Il Sinodo invita altresì la Tavola a elaborare una risposta da inviare alla Commissione CEC “International Ecumenical Peace Convocation.”

 

SALVGUARDIA DEL CREATO

- Il Sinodo,

ritenuto che il tema della Salvaguardia del creato non debba mancare tra quelli cui è dedicata l’attenzione dei credenti, ed in vista della XV Conferenza delle Parti che si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre 2009 e tratterà, tra l’altro, del cambiamento climatico,

invita le chiese

• a promuovere la riflessione sull’attenzione all’ambiente e sulla lotta all’ingiustizia economica che è causa e conseguenza dell’indiscriminato

sfruttamento delle risorse naturali;

• a valutare di prevedere e porre in essere prassi ecologicamente sostenibili, sia nella vita individuale sia in quella comunitaria;

• a valutare la possibilità di aderire alla manifestazione indetta per il 13 dicembre 2009 alle ore 15 (ora locale).

Inizio

Odg SINODO sulla CULTURA

 

CULTURA

- Il Sinodo

• invita le chiese a studiare il documento proposto dalla commissione ad referendum sulla cultura e a farne occasione di riflessione sulla propria realtà e sulla propria azione nella città;

• auspica che le chiese e gli enti culturali colgano l'occasione dell'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia per organizzare incontri ed iniziative sul nostro apporto culturale all'Italia unitaria, a che punto siamo oggi, quale sia la nostra vocazione nell'Italia di oggi e di domani;

• esprime una valutazione positiva delle attività culturali messe in atto dalle nostre chiese ed invita la Tavola valdese e le chiese a continuare a sostenerle con convinzione, invitando i centri e le agenzie culturali a trovare sempre maggiori forme di collegamento.

 

150 ANNI UNITA’ D’ITALIA

Art. 51 - Il Sinodo,

preoccupato per la battuta d’arresto subita dalla programmazione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia,

confidando che tale ritardo non sia dovuto a disaffezione rispetto all'idea di unità nazionale,

ricordando che gli evangelici italiani parteciparono con entusiasmo e convinzione al Risorgimento, leggendo in quegli eventi storici l'opportunità per predicare la Parola di Dio e collaborare alla formazione di un cittadino adulto e liberato attraverso l'annuncio della grazia di Dio e capace di costruire uno stato laico, moderno e efficiente;

auspica che l'organizzazione delle celebrazioni in argomento sia quanto prima ripresa;

invita comunque la Tavola valdese, le CED, i circuiti e le chiese ad organizzare nel contesto locale altri appuntamenti e progetti per l’evento, in collaborazione con la Commissione per la celebrazione del 150°dell'Unità d'Italia.

Inizio

SINODO 2009 ECUMENISMO

Il Sinodo,

• consapevole dell’importanza per l’ecumenismo intra-evangelico del dialogo con le chiese pentecostali che rappresentano una sempre più importante espressione spirituale dell’evangelismo mondiale, esprime gratitudine alla Commissione che ha prodotto il documento “Per un patto tra la Chiesa Cristiana Evangelica Assemblee di Dio e la Chiesa Evangelica Valdese” ed invita la Tavola Valdese ad inviarlo alle chiese esortandole alla riflessione ed allo studio al fine di esprimere un parere alla Tavola valdese e al Comitato permanente OPCEMI in vista del prossimo Sinodo,

• riconoscente al Signore per le occasioni che si sono create attraverso gli incontri con la Federazione delle Chiese Pentecostali in Italia e con la Chiesa Cristiana Evangelica Assemblee di Dio, invita le chiese a ricercare e a rafforzare, ove possibile, il contatto e il dialogo fraterno con le chiese pentecostali e altresì la Tavola Valdese a curare la dimensione ufficiale di questi rapporti attraverso la conferma delle apposite commissioni.

Inizio

CHIESA E SOCIETA’

Il Sinodo, a conclusione del dibattito sul rapporto tra chiese e società, ritiene di dover riaffermare che:

• la politica non ha la funzione di realizzare il vero, ma di cercare soluzioni il più possibile eque;

• la misura dell'equità sta nella capacità delle soluzioni adottate di garantire diritti e libertà e aiutare a compiere scelte responsabili nei confronti di problemi complessi, che nessuna ideologia può semplificare;

• in Italia e nel mondo globale “cercare il bene della città (Geremia 29:7)” implica la difesa della laicità e della democrazia;

• sapida e non insipida (Matteo 5:13) non è la chiesa che rivolge appelli moralistici, ma quella che sa annunciare la grazia: sarà la dimensione della grazia ricevuta dalla fede che indicherà anche il comandamento, la pretesa di Dio sulla nostra vita che porterà l'obbedienza come dimensione della fede: “solo chi crede obbedisce, solo chi obbedisce crede (Dietrich Bonhoeffer)”; l'obbedienza a Dio nasce dalla fede e non è, dunque, una legge.

Inizio

 

TESTAMENTO BIOLOGICO

Il Sinodo ritiene che debba essere mantenuta alta e costante l’attenzione sulle conseguenze etiche poste dagli incessanti sviluppi delle scienze e delle tecniche nonché delle loro applicazioni.

In particolare ritiene che vi sia ormai una priorità nell’approvazione di una legge sulle direttive anticipate di fine vita, anche conosciute come “testamento biologico”.

La sempre maggiore efficacia della medicina unitamente a molteplici altri fattori permette infatti di prolungare sensibilmente il corso dell’esistenza umana senza però garantire, al tempo stesso, la piena conservazione delle capacità di intendere e di volere della persona.

Poiché la cura del malato, in ogni suo aspetto, deve sempre presupporre il suo consenso fatta eccezione per le situazioni di necessità e di urgenza nessuno, neppure i parenti, è abilitato a esprimere la volontà del paziente in vece sua.

E’ principio di civiltà dare voce, attraverso una legge, alle scelte della persona compiute con coscienza e volontà e in previsione di una futura incapacità nell’esprimere validamente il suo pensiero.

L’approvazione di una legge sulle direttive anticipate costituirebbe, tra l’altro, semplice adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, già ratificata dallo Stato italiano, e in particolare dell’art. 9 laddove si afferma che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte del paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione”.

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CREDITO SCOLASTICO

  Il Sinodo denuncia la discriminazione di cui sono oggetto gli studenti delle scuole superiori che non si avvalgono dell'IRC, a seguito dell'ordinanza (15.03.07) del Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni.

Per effetto di tale provvedimento, in sede di scrutini finali nella scuola media superiore, è stata introdotta la valutazione dell'insegnamento confessionale, con l'attribuzione di un credito scolastico rifluente sul voto di diploma. Si tratta di un sistema premiale volto a fronteggiare il drastico calo (circa il 40%) registrato in particolare nel centronord, nella scelta di avvalersi dell'IRC. Con altrettanta evidenza si tratta però anche di una misura discriminatoria nei confronti degli studenti che scelgono di non avvalersi dell'IRC, che è materia facoltativa, e che si ritroveranno un voto di diploma inferiore, pur a parità di rendimento scolastico.

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CONTRO LA PENA DI MORTE

 Il Sinodo, considerato

- che numerosi Stati continuano a comminare la pena capitale per i reati ritenuti più gravi per le rispettive culture,

- che è in atto a livello degli organismi politici internazionali un'iniziativa italiana volta a ottenere una moratoria mondiale della pena di morte,

- che la nostra fede evangelica ci impone di non rimanere indifferenti rispetto a un processo politico carico di contenuti e implicanze etiche e spirituali,

adotta la seguente dichiarazione:

«Non uccidere» è l’antichissimo comandamento di Dio che risuona sin dai giorni di Caino e, attraversando secoli e millenni, riecheggia nel nostro tempo più attuale che mai, perché l'essere umano – come singolo, come società, come Stato – non ha ancora imparato a non uccidere.

«Non uccidere» Abele, l’innocente, che è tuo fratello anche quando ti sembra o tu lo giudichi nemico – della legge, della società, dell’umanità. Ogni omicidio è un fratricidio.

«Non uccidere» neppure Caino, il colpevole, l’assassino, sul quale Dio, dopo il delitto, «mise un segno, affinché nessuno, trovandolo, lo uccidesse» (Genesi 4,15).

Nessuna autorità è più grande di quella di Dio, che non vuole la morte di Caino. Perciò nessuna autorità ha il diritto di condannarlo a morte.

Condannare a morte è un gesto che non lascia spazio al perdono sia perché la vittima, che potrebbe perdonare, non lo può più fare sia perché al colpevole, se viene ucciso, si toglie ogni possibilità di pentimento e di ravvedimento, cioè si esclude ogni possibile riconciliazione.

Condannare a morte è un gesto irreparabile, perché chi lo compie, chiunque esso sia – singolo, società, Stato – non lo può in nessun modo revocare.

La pena, anche per i reati più gravi, compresi i crimini contro l'umanità, non deve impedire:

• la possibilità di chiedere perdono da parte del colpevole,

• il diritto delle vittime alla verità e alla riparazione,

• la possibilità di reintegrazione nella società.

Il Sinodo invita perciò le chiese e i credenti a impegnarsi a favore di ogni iniziativa che vada nella direzione di una moratoria o abolizione internazionale della pena di morte.

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OMOFOBIA

Il Sinodo, CONSIDERATA

• la condizione di discriminazione sociale e legislativa in cui versano molte persone omosessuali nel nostro paese che, limitando oggettivamente il loro diritto ad avere una affettività serena e responsabile, le rende oggetto di violenza fisica e psicologica;

• la situazione, lesiva per i fondamentali diritti umani, a cui sono sottoposti milioni di omosessuali nel resto del mondo là dove le persone omosessuali sono esposte a persecuzioni nell’indifferenza quasi assoluta dei governi occidentali, disinteressati anche alla problematica della concessione del diritto d’asilo a coloro che sono soggetti, nel proprio paese d’origine, a minacce, pene corporali e sovente anche a pena capitale per il loro diverso orientamento affettivo;

ESPRIME

• la propria solidarietà alle persone omosessuali oggetto di discriminazioni e persecuzioni;

• la propria preoccupazione per il repentino aumento degli episodi di omofobia sociale e fisica in Italia;

• la propria condanna ferma ed assoluta verso le persecuzioni e le condanne capitali emesse in molti paesi nei confronti di persone omosessuali;

INVITA

• in vista dell’AssembleaSinodo BMV di novembre 2007, le chiese ad appoggiare organizzazioni, gruppi e iniziative tese a sensibilizzare l’opinione contro il pericolo strisciante dell’omofobia e coloro che si impegnano per salvare dal boia migliaia di persone condannate ingiustamente a causa del loro diverso orientamento affettivo;

• le chiese a sostenere le veglie ecumeniche di preghiera contro l’omofobia che, nell’ultimo anno, si sono susseguite in varie città d’Italia, specialmente il 28 giugno (giornata internazionale

di festa del movimento di liberazione omosessuale) con l’appoggio trainante di alcune nostre comunità locali.

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