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DOCUMENTI
CHIESA E SOCIETA’ Il
Sinodo, a conclusione del dibattito sul rapporto tra chiese e società,
ritiene di dover riaffermare che: •
la politica non ha la funzione di realizzare il vero, ma di cercare soluzioni il
più possibile eque; •
la misura dell'equità sta nella capacità delle soluzioni adottate di garantire
diritti e libertà e aiutare a compiere scelte responsabili nei confronti di
problemi complessi, che nessuna ideologia può semplificare; •
in Italia e nel mondo globale “cercare il bene della città (Geremia 29:7)”
implica la difesa della laicità e della democrazia; •
sapida e non insipida (Matteo 5:13) non è la chiesa che rivolge appelli
moralistici, ma quella che sa annunciare la grazia:
sarà la dimensione della grazia ricevuta dalla fede che indicherà anche il
comandamento, la pretesa di Dio sulla nostra vita che porterà l'obbedienza come
dimensione della fede: “solo chi crede obbedisce, solo chi obbedisce crede
(Dietrich Bonhoeffer)”; l'obbedienza
a Dio nasce dalla fede e non è, dunque, una legge.
TESTAMENTO
BIOLOGICO Il
Sinodo ritiene che debba essere mantenuta alta e costante l’attenzione sulle
conseguenze etiche poste dagli incessanti sviluppi delle scienze e delle
tecniche nonché delle loro applicazioni. In
particolare ritiene che vi sia ormai una priorità nell’approvazione di una
legge sulle direttive anticipate di fine vita, anche conosciute come
“testamento biologico”. La
sempre maggiore efficacia della medicina unitamente a molteplici altri fattori
permette infatti di prolungare sensibilmente il corso dell’esistenza umana
senza però garantire, al tempo stesso, la piena conservazione delle capacità
di intendere e di volere della persona. Poiché
la cura del malato, in ogni suo aspetto, deve sempre presupporre il suo consenso
fatta eccezione per le situazioni di necessità e di urgenza nessuno, neppure i
parenti, è abilitato a esprimere la volontà del paziente in vece sua. E’
principio di civiltà dare voce, attraverso una legge, alle scelte della persona
compiute con coscienza e volontà e in previsione di una futura incapacità
nell’esprimere validamente il suo pensiero. L’approvazione di una legge sulle direttive anticipate costituirebbe, tra l’altro, semplice adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, già ratificata dallo Stato italiano, e in particolare dell’art. 9 laddove si afferma che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte del paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione”.
CREDITO
SCOLASTICO Per
effetto di tale provvedimento, in sede di scrutini finali nella scuola media
superiore, è stata introdotta la valutazione dell'insegnamento confessionale,
con l'attribuzione di un credito scolastico rifluente sul voto di diploma. Si
tratta di un sistema premiale volto a fronteggiare il drastico calo
(circa il 40%) registrato in particolare nel centronord, nella scelta di
avvalersi dell'IRC. Con altrettanta evidenza si
tratta però anche di una misura discriminatoria nei confronti degli
studenti che scelgono di non avvalersi dell'IRC, che è materia facoltativa, e che
si ritroveranno un voto di diploma inferiore, pur a parità di rendimento
scolastico.
CONTRO
Il
Sinodo, considerato -
che numerosi Stati continuano a comminare la pena capitale per i reati ritenuti
più gravi per le rispettive culture, -
che è in atto a livello degli organismi politici internazionali un'iniziativa
italiana volta a ottenere una moratoria mondiale della pena di morte, -
che la nostra fede evangelica ci impone di non rimanere indifferenti rispetto a
un processo politico carico di contenuti e implicanze etiche e spirituali, adotta
la seguente dichiarazione: «Non
uccidere»
è l’antichissimo comandamento di Dio che risuona sin dai giorni di Caino e,
attraversando secoli e millenni, riecheggia nel nostro tempo più attuale che
mai, perché l'essere umano – come singolo, come società, come Stato – non
ha ancora imparato a non uccidere. «Non
uccidere» Abele, l’innocente,
che è tuo fratello anche quando ti sembra o tu lo giudichi nemico – della
legge, della società, dell’umanità. Ogni omicidio è un fratricidio. «Non
uccidere» neppure Caino, il colpevole,
l’assassino, sul quale Dio, dopo il delitto, «mise un segno, affinché
nessuno, trovandolo, lo uccidesse» (Genesi 4,15). Nessuna
autorità è più grande di quella di Dio, che non vuole la morte di Caino.
Perciò nessuna autorità ha il diritto di condannarlo a morte. Condannare
a morte è un gesto che non lascia spazio al perdono
sia perché la vittima, che potrebbe perdonare, non lo può più fare sia perché
al colpevole, se viene ucciso, si toglie ogni possibilità di pentimento e di
ravvedimento, cioè si esclude ogni possibile riconciliazione. Condannare
a morte è un gesto irreparabile,
perché chi lo compie, chiunque esso sia – singolo, società, Stato – non lo
può in nessun modo revocare. La
pena, anche per i reati più gravi, compresi i crimini contro l'umanità, non
deve impedire: •
la possibilità di chiedere perdono da parte del colpevole, •
il diritto delle vittime alla verità e alla riparazione, •
la possibilità di reintegrazione nella società. Il
Sinodo invita perciò le chiese e i credenti a impegnarsi a favore di ogni
iniziativa che vada nella direzione di una moratoria o abolizione internazionale
della pena di morte.
OMOFOBIA Il
Sinodo, CONSIDERATA •
la condizione di discriminazione sociale e legislativa in cui versano molte
persone omosessuali nel nostro paese che, limitando oggettivamente il loro
diritto ad avere una affettività serena e responsabile, le rende oggetto di
violenza fisica e psicologica; •
la situazione, lesiva per i fondamentali diritti umani, a cui sono sottoposti
milioni di omosessuali nel resto del mondo là dove le persone omosessuali sono
esposte a persecuzioni nell’indifferenza quasi assoluta dei governi
occidentali, disinteressati anche alla problematica della concessione del
diritto d’asilo a coloro che sono soggetti, nel proprio paese d’origine, a
minacce, pene corporali e sovente anche a pena capitale per il loro diverso
orientamento affettivo; ESPRIME •
la propria solidarietà alle persone omosessuali oggetto di discriminazioni e
persecuzioni; •
la propria preoccupazione per il repentino aumento degli episodi di omofobia
sociale e fisica in Italia; •
la propria condanna ferma ed assoluta verso le persecuzioni e le condanne
capitali emesse in molti paesi nei confronti di persone omosessuali; INVITA •
in vista dell’AssembleaSinodo BMV di novembre 2007, le chiese ad appoggiare
organizzazioni, gruppi e iniziative tese a sensibilizzare l’opinione contro il
pericolo strisciante dell’omofobia e coloro che si impegnano per salvare dal
boia migliaia di persone condannate ingiustamente a causa del loro diverso
orientamento affettivo; •
le chiese a sostenere le veglie ecumeniche di preghiera contro l’omofobia che,
nell’ultimo anno, si sono susseguite in varie città d’Italia, specialmente
il 28 giugno (giornata internazionale di
festa del movimento di liberazione omosessuale) con l’appoggio trainante di
alcune nostre comunità locali.
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