Il SIGNORE ti benedica e ti protegga!
Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!
Il SIGNORE rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace! (Numeri 6:24-26)

Chiesa Evangelica Valdese

UNIONE DELLE CHIESE METODISTE E VALDESI

Rimini e diaspora Romagna

Storia della diaspora

Tentare di scrivere una storia della chiesa valdese di Rimini significa inevitabilmente tenere presente la sua realtà di diaspora che si estende lungo il litorale adriatico da Ravenna ad Ancona, che ricomprende anche la fascia interna delle province di Forlì-Cesena e Pesaro-Urbino, ma contemporaneamente tenere anche presente la molteplicità delle iniziative prese e delle presenze realizzate da parte di altre chiese evangeliche. E' quindi una storia che abbraccia un ampio territorio e un arco di tempo che va dalla seconda metà dell'ottocento ai giorni nostri. E' la storia della nascita di piccoli gruppi che si aggregano spontaneamente per leggere la Bibbia come è accaduto a Dovadola nel 1859 o, per l'azione evangelizzatrice delle varie chiese della vasta famiglia protestante che, a partire dall'unificazione dell'Italia, hanno iniziato la loro opera di testimonianza, chiamando uomini e donne a scoprire l'immenso tesoro costituito dalla Parola di Dio, invogliandoli ed aiutandoli - per tutta la seconda metà dell'ottocento e fino agli anni '30 del Novecento- ad imparare a leggere ed a scrivere nella convinzione che la lettura personale della Bibbia sarebbe stata in grado di rendere la persona libera da ogni giogo.
In questo - cioè nella centralità della Parola di Dio e nella convinzione della sua potenza liberatrice- possiamo dire che si è trattato di una testimonianza "corale" delle varie chiese protestanti anche se si sono presentate alla popolazione nelle loro diversità e, a volte, rivalità: Valdesi (dal 1860), Fratelli (dal 1861), Battisti (dal 1863), Metodisti (dal 1873), Avventisti (dal 1925), Pentecostali (dal ?) hanno percorso le strade di paesi e città di questa parte d'Italia mentre altri, silenziosamente, per trasferimenti dai paesi d'origine, per lavoro o a causa di matrimoni: Luterani, Riformati, Presbiteriani, Congregazionalisti si sono aggiunti trovando poi in una delle chiese evangeliche presenti sul territorio il luogo che li ha accolti e il loro punto di riferimento. E' storia di uomini e donne che hanno accolto la parola dell'evangelo andando controcorrente e pagando spesso un prezzo per la loro scelta. E' storia di gruppi che si formano e compiono un tratto di strada per poi disaggregarsi e sciogliersi o continuare con altre forme in altre vesti. E' storia di fede ricevuta e testimoniata, ma che non si "trasmette" geneticamente: ogni generazione è chiamata a dire il suo sì o il suo no all'evangelo di Gesù Cristo.

DataLuogoInformazioni
1859 Dovadola (ancora Granducato di Toscana) – alcune famiglie si riuniscono per leggere la Bibbia
1859-1861 Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia Iniziativa di Gaetano Giannini della Chiesa dei Fratelli. Ad Ancona e a Pesaro si formano due gruppi consistenti. A Fano invece il Giannini incontra delle grosse difficoltà tanto da rimanere chiuso in casa per un mese per evitare il linciaggio di una folla inferocita.
1860-1870 (circa) Pesaro e Ancona Iniziativa della Chiesa valdese che non sembra incontrare un successo evidente; ad Ancona opera in quel tempo anche un missionario, certo Mr. Meyer, della Chiesa libera di Scozia, per convertire gli ebrei della città.
1873-1874 Forlì, Ravenna, Faenza, Rimini Iniziativa della Chiesa metodista episcopale che invia tre evangelisti: Amedeo Guigou a Forlì, Davide Lantaret a Ravenna, Bartolomeo Godini a Faenza; a Rimini nascono dei gruppi alcuni dei quali si consolideranno nel tempo formando delle chiese.
1880 Ancona. Le statistiche tenute dal Comitato di Evangelizzazione della Chiesa valdese testimoniano l’esistenza di una comunità costituita di 48 persone.
1880-1895 Dovadola Il gruppo aderisce alla Chiesa metodista episcopale.
1899 San Martino in Strada di Forlì Per iniziativa della Chiesa valdese che aveva mandato l’evangelista Sante Fantucci si costituisce un piccolo gruppo di 13 persone che nel giro di un anno diventano una cinquantina con una scuola serale con 12 allievi.
1895-1902 Dovadola Il gruppo lascia la Chiesa metodista e aderisce alla “Chiesa cattolica riformata”; viene aperto un asilo infantile che accoglie una cinquantina di bambini.
1902 Dovadola Il gruppo, composto da 25 persone adulte, 7 catecumeni e 14 bambini, chiede di "essere accolto dalla Chiesa valdese".
1909 Dovadola La Chiesa valdese accoglie la richiesta del gruppo di Dovadola e manda un maestro evangelista per curare anche la Colonia Marina che si svolgeva a Rimini, oltre alle prime tre classi elementari che nel frattempo si erano aperte.
1914 Dovadola

Il 27 giugno 1914 la Tavola Valdese acquistava dal signor Sante Lefebre, per complessive 28.500 Lire, questo immobile posto in via G. Carducci 1 (nella foto) e così descritto dall’atto di vendita: edificio di tre piani fuori terra, di complessivi 17 vani tra cui un laboratorio di falegnameria, più tre solai e tre cantine e un resedio di 20m x 19m comprendente orto, giardino e piante) per adibirlo a locale di culto, alloggio pastorale e scuola materna ed elementare. L’acquisto fu reso possibile dal generoso sostegno finanziario della signora Giulia Robertson che da aprile a ottobre di quell’anno riuscì a coprire la parte relativa all’acconto stabilito in 18mila lire. Con il venditore la Tavola aveva concordato di versare il saldo di 10.500 lire entro sette anni con un interesse del 4% a semestri posticipati. Purtroppo la morte improvvisa del venditore e la contemporanea entrata in guerra del nostro Paese nel 1915 ha costretto la famiglia Lefebre, privata delle risorse economiche dovute al lavoro di falegname del capofamiglia e del figlio chiamato a servire la patria al fronte, a richiedere alla Tavola di anticipare il saldo del debito, cosa che è avvenuta, dopo lungaggini burocratiche, il 20 aprile 1916.

Dovadola

 

1920 (circa) San Martino in Strada di Forlì Non compare più tra le “stazioni” curate dalla Chiesa Valdese.
1924 Dovadola La Tavola Valdese trasferisce il maestro evangelista Benedetto Giudici e affida il gruppo alla cura del pastore della Chiesa valdese di Firenze.
1925 Cesena Inizia l’opera della Chiesa avventista del 7° giorno.
1934 Dovadola

Nelle sue sedute del mese d’agosto dell’anno 1934 la Tavola deliberava la vendita dell’immobile in quanto la scuola era stata soppressa e la piccola comunità non era più da tempo sede pastorale ed era stata affidata alla chiesa valdese di Firenze. Negli anni precedenti i locali, non più utilizzati dalla chiesa, erano stati richiesti in uso dalla “Scuola di avviamento professionale” che il Comune aveva istituito e dal Partito Nazionale Fascista, (Fascio di combattimento di Dovadola). Il danaro sarebbe servito per coprire i mutui che erano stati accesi per l’acquisto di nuovi locali di culto a Palermo, a Fiume e in altre città.


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