Storia
INTRODUZIONE
Tentare di scrivere una storia della chiesa valdese di Rimini
significa inevitabilmente tenere presente la sua realtà di diaspora che si
estende lungo il litorale adriatico da Ravenna ad Ancona, che ricomprende anche
la fascia interna delle province di Forlì-Cesena e Pesaro-Urbino, ma
contemporaneamente tenere anche presente la molteplicità delle iniziative prese
e delle presenze realizzate da parte di altre chiese evangeliche. E' quindi una
storia che abbraccia un ampio territorio e un arco di tempo che va dalla seconda
metà dell'ottocento ai giorni nostri. E' la storia della nascita di piccoli
gruppi che si aggregano spontaneamente per leggere la Bibbia come è accaduto a
Dovadola nel 1859 o, per l'azione evangelizzatrice delle varie chiese della
vasta famiglia protestante che, a partire dall'unificazione dell'Italia, hanno
iniziato la loro opera di testimonianza, chiamando uomini e donne a scoprire
l'immenso tesoro costituito dalla Parola di Dio, invogliandoli ed aiutandoli -
per tutta la seconda metà dell'ottocento e fino agli anni '30 del Novecento- ad
imparare a leggere ed a scrivere nella convinzione che la lettura personale
della Bibbia sarebbe stata in grado di rendere la persona libera da ogni giogo.
In questo - cioè nella centralità della Parola di Dio e nella convinzione della
sua potenza liberatrice- possiamo dire che si è trattato di una testimonianza
"corale" delle varie chiese protestanti anche se si sono presentate
alla popolazione nelle loro diversità e, a volte, rivalità: Valdesi (dal
1860), Fratelli (dal 1861), Battisti (dal 1863), Metodisti (dal 1873),
Avventisti (dal 1925), Pentecostali (dal ?) hanno percorso le strade di paesi e
città di questa parte d'Italia mentre altri, silenziosamente, per trasferimenti
dai paesi d'origine, per lavoro o a causa di matrimoni: Luterani, Riformati,
Presbiteriani, Congregazionalisti si sono aggiunti trovando poi in una delle
chiese evangeliche presenti sul territorio il luogo che li ha accolti e il loro
punto di riferimento. E' storia di uomini e donne che hanno accolto la parola
dell'evangelo andando controcorrente e pagando spesso un prezzo per la loro
scelta.
E' storia di gruppi che si formano e compiono un tratto di strada per poi
disaggregarsi e sciogliersi o continuare con altre forme in altre vesti. E'
storia di fede ricevuta e testimoniata, ma che non si "trasmette"
geneticamente: ogni generazione è chiamata a dire il suo sì o il suo no
all'evangelo di Gesù Cristo.
| Data |
Luogo |
Informazioni |
| 1859 |
Dovadola |
(ancora Granducato di
Toscana) – alcune famiglie si riuniscono per leggere la Bibbia |
| 1859-1861 |
Ancona, Pesaro, Fano,
Senigallia |
Iniziativa di Gaetano
Giannini della Chiesa dei Fratelli. Ad Ancona e a Pesaro si formano due
gruppi consistenti. A Fano invece il Giannini incontra delle grosse
difficoltà tanto da rimanere chiuso in casa per un mese per evitare il
linciaggio di una folla inferocita. |
| 1860-1870
(circa) |
Pesaro e Ancona |
Iniziativa della
Chiesa valdese che non sembra incontrare un successo evidente; ad Ancona
opera in quel tempo anche un missionario, certo Mr. Meyer, della Chiesa
libera di Scozia, per convertire gli ebrei della città. |
| 1873-1874 |
Forlì, Ravenna,
Faenza, Rimini |
Iniziativa della
Chiesa metodista episcopale che invia tre evangelisti: Amedeo Guigou a
Forlì, Davide Lantaret a Ravenna, Bartolomeo Godini a Faenza; a Rimini
nascono dei gruppi alcuni dei quali si consolideranno nel tempo formando
delle chiese. |
| 1880 |
Ancona. |
Le statistiche tenute
dal Comitato di Evangelizzazione della Chiesa valdese testimoniano
l’esistenza di una comunità costituita di 48 persone. |
| 1880-1895 |
Dovadola |
Il gruppo aderisce
alla Chiesa metodista episcopale. |
| 1899 |
San Martino in Strada
di Forlì |
Per iniziativa della
Chiesa valdese che aveva mandato l’evangelista Sante Fantucci si
costituisce un piccolo gruppo di 13 persone che nel giro di un anno
diventano una cinquantina con una scuola serale con 12 allievi. |
| 1895-1902 |
Dovadola |
Il gruppo lascia la
Chiesa metodista e aderisce alla “Chiesa cattolica riformata”; viene
aperto un asilo infantile che accoglie una cinquantina di bambini. |
| 1902 |
Dovadola |
Il gruppo, composto
da 25 persone adulte, 7 catecumeni e 14 bambini, chiede di "essere accolto
dalla Chiesa valdese". |
| 1909 |
Dovadola |
La Chiesa valdese
accoglie la richiesta del gruppo di Dovadola e manda un maestro
evangelista per curare anche la Colonia Marina che si svolgeva a Rimini,
oltre alle prime tre classi elementari che nel frattempo si erano aperte. |
| 1914 |
Dovadola |
La Chiesa valdese
acquista un fabbricato per ospitare la casa pastorale, i locali di culto,
le aule delle cinque classi elementari e l’asilo infantile. |
| 1920
(circa) |
San Martino in Strada
di Forlì |
Non compare più tra
le “stazioni” curate dalla Chiesa Valdese. |
| 1924 |
Dovadola |
La Tavola Valdese
trasferisce il maestro evangelista Benedetto Giudici e affida il gruppo
alla cura del pastore della Chiesa valdese di Firenze. |
| 1925 |
Cesena |
Inizia l’opera
della Chiesa avventista del 7° giorno. |
| 1934 |
Dovadola |
La Tavola Valdese
mette in vendita lo stabile. |
RIMINI
Sicuramente ci sono stati negli anni dal
1873 al 1953 tentativi portati avanti dalla Chiesa metodista prima e dalla
Chiesa battista poi di dare vita a delle comunità. Abbiamo sicura testimonianza
dell’esistenza di una Chiesa battista con un pastore residente, ma al momento,
non siamo in grado di indicare in quali anni e quale fosse la consistenza.
| 1954 |
Ultima
domenica di agosto: Venti persone che vivevano in varie parti della
Riviera Adriatica e del Montefeltro ed erano in collegamento col pastore
valdese Giorgio Girardet attraverso il giornale “Presenza Cristiana” e il culto evangelico di radio Trieste decidono di invitarlo a Rimini e
si riuniscono per la prima volta insieme a lui in casa di una famiglia per
ascoltare l’ Evangelo. |
| 1958 |
Due
famiglie, una di Rimini e una di Pesaro invitano il pastore Carlo Gay,
della chiesa valdese di Firenze, a prendersi cura regolarmente del gruppo
dell’Adriatico. Egli accetta e ne ottiene autorizzazione dal Sinodo e
dalla Tavola Valdese. Nasce così la Diaspora Adriatica della Chiesa di
Firenze, visitata dal pastore la seconda domenica di ogni mese: i culti si
tengono alternativamente a Rimini ed a Pesaro nelle case. Il pastore tiene
anche un corso di catechismo per i giovani mentre la scuola domenicale ai
più piccoli è a cura delle rispettive famiglie. |
| 1960 |
Si cerca
un luogo di culto e viene preso in affitto a Rimini un appartamento in una
villa del centro cittadino. Servirà come casa pastorale durante la
stagione estiva (maggio-settembre) per un pastore che possa predicare
anche in tedesco per i numerosissimi ospiti della Riviera. Viene allestita
nella casa una saletta di culto con 30 posti. La Tavola Valdese
s’impegna a pagare l’affitto dell’appartamento e il gruppo di Rimini
a corrispondere una contribuzione nella misura possibile. Durante
l’inverno la vita della Diaspora Adriatica continua con due culti
mensili: la 2° e la 4° domenica alle ore 16: si alternano nella
predicazione il pastore Gay e due laici. |
| 1961 |
Ha inizio la collaborazione con la Chiesa
luterana tedesca
attraverso il Kirchliches Aussenamt di Frankfurt am Main che invia due
pastori tedeschi, uno in maggio, uno in settembre. In luglio è ospite
della casa pastorale il pastore Gay, in giugno il prof. Corsani, in agosto
il rev. Young-Bin-Lie, coreano, il quale predica anche in inglese, per la
prima volta in Rimini. Da allora la predicazione in tedesco e inglese è
regolare per tutta la stagione estiva. Frattanto al pastore Gay è
succeduto, nella cura della Comunità di Firenze, il pastore Luigi Santini
il quale si occupa anche della Diaspora Adriatica col ritmo di prima:
Rimini viene nominata “Centro di Evangelizzazione” ed il suo delegato
alla Conferenza Distrettuale ha voto deliberativo. |
| 1962 |
Il
Sinodo accoglie la richiesta della Conferenza del IV Distretto di
assegnare un pastore a pieno tempo sulla Riviera Adriatica con la
qualifica di Operaio Itinerante. L’11 novembre viene inviato con questo
incarico il pastore Severino Zotta il quale prende subito cura della vasta
diaspora che si estende da Ravenna ad Ancona con l’entroterra relativo
delle province di Forlì e Pesaro. I culti si svolgono ogni domenica col
seguente calendario: 1° domenica del mese a Ravenna, 2° e 4° a Rimini,
3° a Dovadola. |
| 1965 |
Data
l’affluenza sempre crescente di turisti stranieri ed italiani, durante i
culti estivi, la saletta diventa assolutamente insufficiente. Viene allora
presa in affitto per la stagione estiva una sala al pianterreno
dell’Hotel Lloyd, un albergo del centro città e si comincia a pensare
all’acquisto di un piccolo stabile che garantisca continuità
all’opera. Si istituisce un “Fondo Costruzione Cappella” a cui
affluiscono doni ed elargizioni da parte di tutti gli amici italiani e
stranieri (soprattutto tedeschi). Il fondo è in deposito presso la Tavola
Valdese. |
| 1966 |
La
Conferenza Distrettuale del giugno 1966 accoglie la richiesta del Centro
di Evangelizzazione di Rimini di essere riconosciuto come Chiesa
Costituita e il Sinodo dà mandato alla Tavola di provvedere per la
sistemazione dell’opera di Rimini. Il 30 agosto 1966 viene firmato il
rogito per l’acquisto della villetta di Viale Trento 61-63-65. La Tavola
deve anticipare solo un terzo della somma necessaria all’acquisto stesso
nonché i fondi per il ripristino e la trasformazione dello stabile.
Il debito viene interamente restituito secondo l’impegno della Comunità,
nel giro di cinque anni. L’ingegner Ragazzini e l’architetto Marco
Rostan si occupano della parte tecnica: vengono allestiti due alloggi: uno
per il pastore italiano residente, l’altro per il pastore tedesco da
maggio a settembre. Si costruisce ex novo la piccola Cappella. |
| 1970 (15 novembre) |
Alla
presenza del Moderatore, pastore Neri Giampiccoli i nuovi locali vengono
ufficialmente inaugurati. L’orario dei culti estivi rimane come per il
passato: ore 9.30 culto in tedesco, ore 10.30 culto in inglese; ore 18
culto in italiano e in francese (se vi sono dei francesi). Molto spesso
alle ore 11.30 ha luogo un culto in olandese. |
| 1979 |
Il
pastore Severino Zotta, dopo 17 anni di ministero, viene trasferito a
Torre Pellice e, al suo posto viene inviato il fratello Aldo Varese, un
“anziano-predicatore locale” facente funzione di pastore. |
| 1982 |
Il
fratello Varese viene trasferito a Catanzaro e la Tavola Valdese
trasferisce a Rimini una “coppia” pastorale: Gunther Leibbrand e sua
moglie, la pastora Mirella Abate che è in aspettativa. L’alloggio
pastorale subisce una trasformazione, viene unificato attraverso una scala a
chiocciola interna. |
| 1984 |
A
settembre la coppia Leibbrand-Abate ritorna in Germania e la chiesa
viene affidata all’ottavo Circuito delle Chiese valdesi e metodiste. |
| 1985 |
A ottobre
arriva il pastore metodista Iginio Carera, proveniente dalla chiesa di
Udine e Gorizia, che svolgerà un ministero di otto anni ricoprendo anche
l’incarico di Sovrintendente dell’ottavo Circuito. |
| 1993 |
Alla fine
di luglio arriva il pastore valdese Bruno Costabel, proveniente dalle
chiese di Padova e Vicenza, unitamente a sua moglie, Maddalena Giovenale,
membro della Tavola Valdese, predicatrice locale. Durerà soltanto quattro
anni il loro ministero. Nel 1997 per ragioni di salute viene richiesta e
concessa l’emeritazione anticipata. |
| 1997-1998 |
La chiesa
viene affidata alle cure dell’ottavo Circuito. |
| 1998 |
Alla fine
di giugno giunge il pastore valdese Ennio Del Priore, proveniente dalla
chiesa di Como, con sua moglie Rosemarie Streit. Rimane due anni e la
Tavola nel mese di luglio del 2000 lo trasferisce a Torre Pellice. |
| 2000 |
Alla fine
di luglio arriva il pastore Odoardo Lupi, la cui moglie Maria Adelaide
Rinaldi è pastora a Como. Proviene dalla chiesa di Pisa. Rimane fino ai
primi di luglio del 2005 e va in emeritazione, trasferendosi a Napoli. |
| 2005 |
Ai primi
di agosto, proveniente dalle Chiese valdese di Genova Sampierdarena e
metodista di Genova Sestri, arriva il pastore Arrigo Bonnes, con sua
moglie Lidia Russo. |
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